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Lunedì 28 ottobre 2024, è andata in scena l’ultima edizione del Pallone d’Oro, la cerimonia più attesa nel mondo del calcio, equiparabile alla cerimonia degli Oscar per il mondo del cinema; sebbene ci siamo stati tanti assenti, come ad esempio l’intera squadra del Real Madrid per cause non note, ma a cui si può sicuramente arrivare.
Il Real aveva ben due dei suoi giocatori in lista per il Pallone d’Oro maschile, Vinicius e Carvajal, di cui il primo era fra i due favoriti alla vittoria, che poi non è purtroppo arrivata. Se a questo, si aggiunge anche la bruttissima sconfitta durante il Clasico, diciamo che i Blancos molto probabilmente, come si dice in Abruzzo, sono andati in cascetta, e quindi hanno deciso di non prendere parte alla cerimonia. Facendo una doppia brutta figura.
Al ventaglio di malesseri del Real, si aggiunge anche il vedere il Barcellona vincere così tanto durante la serata, consacrando il loro grande ritorno dopo anno bui e difficili.
Il Pallone d’oro femminile è andato a Aitana Bonmatì per il secondo anno consecutivo, proprio come tre anni fa successe con Alexia Putellas.
Il premio è stato presentato da Natalie Portman, la quale oltre che essere una grandissima attrice e attivista per i diritti delle donne, nel 2022, ha fondato insieme a Kara Nortman, Serena Williams e suo marito, una squadra di calcio femminile: le Angel City FC, ispirata proprio dal grande cambiamento che il calcio femminile ha avuto negli ultimi anni e dall’ammirazione del figlio verso Megan Rapinoe e Alex Morgan.
Il premio per la squadra femminile è andato al Barcelona, il motivo si può trovare digitando la squadra online e vedendo quanto ha vinto durante la stagione passata, ma per dare due informazioni farò un breve elenco: Campionato, Champions League, Copa de la Reina e Supercoppa di Spagna. Tutto quello in cui hanno gareggiato, è stato vinto.
Per ultimo, il Trofeo Kopa è andato a Lamine Yamal, 17enne blaugrana.
Da quando è stato creato questo trofeo, nel 2018, il Barcellona ha totalizzato ben tre vittorie: 2021 con Pedri, 2022 con Gavi e 2024 con Yamal.
Viene spontaneo chiedersi: cosa ha reso una macchina da guerra invincibile, il Barcellona?
Come scrivevo all’interno del numero 0 di EFFE3, per la mia tesi, ogni cambiamento che si vuole attuare deve essere fatto a partire dai piani bassi. È questa la filosofia che da sempre differenzia la squadra blaugrana dal resto del mondo: tutto nasce da La Masía.
All’interno di questa struttura, fondata nel 1979, ai giovani futuri campioni vengono insegnati i valori fondamentali per essere all’interno di una squadra come il Barcellona: viene insegnato il rispetto, il gioco di squadra e l’educazione. Ma soprattutto vi è una scuola dove ogni atleta è tenuto ad approfondire i propri saperi. Perchè la carriera calcistica non è eterna, e bisogna pensare al futuro.
Nel 2021, la Masia è stata aperta anche alle donne, motivo per la quale la squadra femminile continua a funzionare così bene. Anche se non ha frequentato la Masía, Aitana Bonmatì, è l’ultimo frutto di questo percorso di cantera blaugrana. Come lo era Lionel Messi fino a pochi anni fa e Iniesta e Xavi anni prima, che invece la Masía l’hanno frequentata.
Tutto questo percorso viene consacrato dalle loro comunicazioni e iniziative. Dalle ciliegine sulla torta.
A partire dallo sponsor formale Herno, passando per l’istituzione nel 2021 del Dipartimento Diversità, Uguaglianza e Inclusione, fino all’ultima collaborazione stretta con il cantante americano Travis Scott per la realizzazione di una maglia e linea di abbigliamento che mette insieme il mondo blaugrana con quello della Flame.
Il Barcellona pensa a tutto, nei minimi dettagli e nel migliore dei modi, e funziona proprio perchè è praticamente l’unico a farlo.
L’input della collaborazione nasce da Spotify, main sponsor della società blaugrana, tanto importante da dare il nome al nuovo stadio, che si chiamerà prorprio Spotify Camp Nou. Come fatto in precedenza per l’album Motomami di Rosalìa nel 2023, per Moon Music dei Coldplay uscito lo scorso 4 ottobre, e in quest’ultimo caso con Travis Scott, il solito logo di Spotify, presente sulle maglie blaugrana, è stato sostituito dal una grafica che ci riporta subito al cantante americano.
All’interno del video promozionale presentato, la cui base è proprio una delle canzoni più ascoltate di Travis Scott, FE!N, sono presenti, oltre al cantante, le stelle di diamante di entrambe le squadre. Da Yamal a Lewandoski, da Bonmatì a Paralluelo.
La maglia “modificata” andrà in scena l’11 maggio durante El Clásico maschile, come nel caso di Rosalia e i Coldplay l’anno prima, disputato sabato 26 ottobre, vinto 4-0 dai blaugrana. Dove, quasi giustamente mi viene da dire, sono stati messi in luce i nuovi campioni del presente e futuro, come Yamal, Fort, Fermìn Lopez e Gavi.
Provate ad indovinare da dove vengono tutti questi talenti? Dalla Masìa Blaugrana.
Tornando alla collaborazione precedentemente citata, in cosa è geniale? Il primo motivo è la scelta della partita: perfetta. El Clásico conta in media ogni anno milioni di telespettatori da parte di tutto il mondo, in quanto è la partita più importante del campionato. Equiparabile al nostro Inter-Juventus. La collaborazione è quindi stata vista in poco tempo da tantissime persone. Il secondo motivo è il messaggio sui social: la collaborazione è stata promossa sia nei social della squadra maschile che in quella femminile portando: doppio vantaggio, traffico tra i due profili e un messaggio di uguaglianza nel calcio. L’ultimo motivo che voglio elencare oggi è il rafforzamento del legame fra musica e calcio: nessuno può negare che la musica ha ormai un ruolo centrale in questa industria, e questa collaborazione ne è l’ennesima testimonianza.
Mentre la squadra femminile vola in finale di Champions League, pronta ad affrontare un grandissimo Arsenal il 24 maggio a Lisbona; la maschile si è fermata alla semifinale, lottando con le unghie e i denti contro un’Inter che ha dato il suo 100%, vincendo il match di San Siro 4-3 ai tempi supplementari e quindi accedendo alla finale di Monaco.
C’è da riconoscere che la bravura di entrambe le squadre le ha portate alla fine, o quasi, del trofeo più ambito d’Europa. E poche squadre possono vantare questo primato.
Non ci libereremo facilmente di questi campioni, anche se penso che nessuno voglia farlo…
Bacini, Alisia <3