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Lo stadio: dove le emozioni fanno goal

Lo stadio è da sempre il luogo in cui gli appassionati di calcio si ritrovano per condividere emozioni, ma non solo. Anche musica, danza e arte trovano spazio in queste enormi strutture capaci di accogliere esperienze memorabili, da vivere e ricordare per tutta la vita.

 

Il brivido che si prova poco prima di entrare, l’attesa di vedere giocare la propria squadra del cuore o di ascoltare dal vivo la pop star per cui si sono acquistati i biglietti mesi prima… sono sensazioni impagabili. Guardarsi intorno e scorgere migliaia di persone animate dallo stesso entusiasmo è qualcosa di raro e potente.

 

Chi progetta questi spazi lo sa bene: ogni stadio deve lasciare un ricordo indelebile e far pensare “non vedo l’ora di tornarci”. Per questo la progettazione architettonica è una sfida complessa, dove ogni dettaglio deve contribuire a rendere l’esperienza straordinaria.

 

Gli approcci progettuali sono molteplici e ciascuno racconta una visione diversa.

Francesca Scandella @Scandysss
Francesca Scandella @Scandysss

Nel 1990, Renzo Piano inaugura lo Stadio San Nicola di Bari, oggi considerato un capolavoro dell’architettura contemporanea.

 

Il progetto nasce da un’idea forte: infondere un senso di sicurezza in chi lo vive. Per questo motivo la struttura è attraversata da grandi fenditure verticali, tagli che separano i settori dello stadio creando un gioco di pieni e vuoti. L’effetto è surreale, quasi fantascientifico — lo stesso Piano lo descrive come “una navicella che atterra, dove comincia il gioco”.

 

Questi grandi portali non solo offrono un colpo d’occhio spettacolare, ma permettono anche un afflusso sicuro e ordinato del pubblico, annullando paure e sensazioni di claustrofobia. È un gesto architettonico che trasforma lo stadio in un luogo accogliente, quasi familiare.

Stadio San Nicola di Bari

Un approccio differente è quello dello studio di Zaha Hadid, che ha firmato lo Stadio Al-Janoub in Qatar, realizzato per il Mondiale 2022.

 

In questo progetto l’ispirazione nasce dalla tradizione: le linee dell’edificio ricordano le vele delle imbarcazioni “dau”, tipiche del mondo arabo. L’architettura diventa così un ponte tra il passato e il presente, evocando la memoria collettiva e suscitando emozioni profonde. Il tratto distintivo del progetto — come in molte opere dello studio Hadid — è la fluidità delle forme, che sembrano in movimento anche quando sono statiche.

 

Un altro aspetto tecnico rilevante è il tetto automatizzato, che può chiudersi per climatizzare lo spazio e garantire comfort sia agli spettatori che agli atleti.

Stadio Al-Janoub in Qatar

E poi ci sono stadi che entrano nella leggenda, come lo stadio Giuseppe Meazza di Milano, detto San Siro, progettato dall’architetto Ulisse Stacchini.

 

Inaugurato nel 1926, lo stadio milanese è una vera e propria “cattedrale del calcio” e uno dei pochi al mondo a ospitare due squadre rivali come Inter e Milan. Ogni derby, qui, è una sfida in casa per entrambe. 

 

Ma San Siro è anche musica, spettacolo, storia. Michael Jackson, Madonna, Beyoncé: sono solo alcune delle star che si sono esibite davanti a un pubblico entusiasta, rendendolo uno dei luoghi simbolo per i fan di tutto il mondo.

 

Negli ultimi anni, tuttavia, lo stadio è al centro di un acceso dibattito. C’è chi lo considera obsoleto e ne auspica la trasformazione in museo o spazio culturale, e chi invece non vuole rinunciare al suo carisma. Un articolo pubblicato su Calcio e Finanza nel settembre 2024  ha riportato che, nel 2025, parte del secondo anello potrebbe essere sacrificata e destinata a nuovi usi: campi per il calcio femminile, spazi museali, aree culturali. La soprintendente Emanuela Carpani ha però ricordato che ogni intervento dovrà essere preceduto da un progetto all’altezza della storia e dell’identità del luogo. Punto che ad oggi non ha trovato soluzione, infatti lo stato dello stadio è ancora invariato e in attesa di sapere quale sarà il suo destino. 

Stadio San Siro di Milano - immagine scattata da Sofia Mangini

Ma cosa succede prima e dopo l’ingresso allo stadio? Guardare queste strutture dall’esterno ci riporta con i piedi per terra: ci ricorda quanto siamo piccoli e allo stesso tempo parte di qualcosa di enorme. Ci fa sentire meno soli, parte di una folla unita da una stessa passione.

 

Per questo anche gli spazi esterni degli stadi sono oggetto di riflessione da parte dei progettisti. L’architetta del paesaggio Jacqueline Osty, ad esempio, ha lavorato alla riqualificazione dell’area attorno allo Stade de France, nella periferia nord di Parigi.

 

Il suo progetto ha reso l’ambiente più accessibile, verde e vivibile, valorizzando percorsi pedonali e ciclabili e integrando lo stadio nella vita urbana, trasformandolo da “corpo estraneo” a punto di riferimento per la comunità.

Parc Clichy-Batignolles progettato da Jacqueline Osty

Un caso emblematico, capace di coniugare architettura e impatto sociale, è quello dello Stadio 974 di Doha, progettato per la Coppa del Mondo 2022.

 

La struttura prende il nome dai 974 container navali impiegati nella sua costruzione, cifra che è anche il prefisso telefonico internazionale del Qatar. Oltre al richiamo simbolico, lo stadio è stato pensato per essere completamente smontabile e riutilizzabile, evitando di lasciare dietro di sé una struttura abbandonata e inutile, come spesso accade nei grandi eventi sportivi.

 

Questo tipo di progetto apre prospettive innovative: i container, una volta dismessi dallo stadio, possono essere riconvertiti in abitazioni temporanee per persone senza fissa dimora, scuole mobili o spazi culturali. Un gesto concreto che dimostra come l’architettura possa farsi veicolo di cambiamento e solidarietà, anche partendo da un luogo solitamente legato all’intrattenimento e al profitto. È in progetti come questo che si coglie il potenziale trasformativo degli spazi pubblici: da semplici contenitori di eventi, a veri strumenti di rigenerazione e inclusione.

Stadio 974 di Doha

Che sia il luogo in cui ti arrabbi perché la tua squadra non segna nemmeno un gol, o quello dove canti a squarciagola le canzoni del tuo idolo con le lacrime agli occhi, lo stadio è uno spazio dove ci sentiamo parte di una grande famiglia. 

 

È lì che lasciamo fluire le emozioni più vere e creiamo i ricordi più belli della nostra vita.

Fotografia scattata da Francesca Scandella @Scandysss

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Che tu non faccia parte di uno di questi tre mondi non significa che non ti riguarda.

 

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