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Notizia da prima pagina: le sportive in prima pagina non ci sono quasi mai. 

Alexia Putellas - 2026 Ballon D'or

Il 21 giugno 2025 la nazionale italiana femminile di basket approda ai quarti dell’Europeo, ma la notizia, sulle prime pagine dei quotidiani sportivi, quando c’è, va cercata con il lanternino. Il 17 luglio, ventotto anni dopo il telegrafico “La Morace fa due gol. Le azzurre in semifinale con la Spagna”, l’Italia del calcio femminile conquista un’altra semifinale. Eppure, sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport la notizia compare solo nel taglio alto: al centro, in scivolata, campeggia Lookman, promesso sposo dell’Inter. Spoiler: Lookman all’Inter non ci è mai andato. Una prima pagina piena per lo sport femminile arriva solo il 12 agosto, quando le azzurre vincono il campionato mondiale di pallavolo.

 

‘‘Una storia da prima pagina’’, ‘‘Un’impresa da prima pagina’’, ‘‘Una notizia da prima pagina’’. 

 

È universalmente noto cosa sia degno della prima pagina di un giornale; altrettanto facile è capire quando in quello spazio manca qualcosa. È una questione di obiettivi: obiettivi diversi, prodotti diversi. La prima pagina di un quotidiano, ancora oggi iconica e da conservare, nonostante il web, è il biglietto da visita di un giornale. Da quella pagina si possono intuire la linea editoriale, il tono, il punto di vista, le scelte. Nelle prime pagine dei giornali sportivi italiani mancano spesso le sportive. Quando ci sono occupano spesso spazi irrisori. È un fatto di scelte, di punto di vista, di tono e di linea editoriale.

 

Secondo il manuale del buon giornalismo, la prima pagina si costruisce tenendo conto della rilevanza delle notizie, della loro attualità, dell’interesse pubblico, dell’eccezionalità, ma non finisce qui. Oggi, per creare una prima pagina capace di attirare il pubblico che si vuole raggiungere, si ricorre alle cosiddette “5 S”: sesso, soldi, spettacolo, sport e sangue.

 

Funziona? Lo ha fatto, e pare funzioni ancora. Funzionerà in futuro? Probabilmente – speriamo – no, perché il pubblico, soprattutto quello sportivo, si va diversificando da tempo.

 

Oggi il giornalismo è un prodotto culturale complesso in cui entrano in gioco algoritmi e imprese tecnologiche. Cosa ci dicono allora le prime pagine dei giornali sportivi italiani? Che vogliono vendere. Legittimo, da un certo punto di vista, ma non è sempre stato così.

 

Nel XIX secolo, gli sport raccontati erano l’alpinismo, la scherma, la ginnastica, le discipline praticate dall’élite. Il più antico esempio di giornalismo sportivo in Italia può considerarsi il Bollettino trimestrale del Club Alpino di Torino, del 1865. La particolarità del Bollettino è legata al marginale ruolo della celebrazione sportiva, le pubblicazioni infatti si occupavano di fornire indicazioni per la riuscita delle spedizioni. La prima idea moderna di giornale sportivo fu La Ginnastica, fondata nel 1866. Negli anni Ottanta dell’Ottocento il concetto di sport iniziò ad allargarsi e a generare una produzione più ampia, presto monopolizzata dal ciclismo. In quegli anni entra nel circuito il Corriere della Sera, fino ad allora, infatti, i quotidiani non avevano pagine sportive, di sport se ne occupavano i giornali tematici. A ridosso della Belle Époque vennero fondati numerosi giornali, da segnalare il Guerin Sportivo, nato a Torino nel 1912. Un tentativo sui generis fu quello di Umberto Notari che a Milano diede vita a un settimanale dal titolo  ‘‘Verde e Azzurro’’, perché stampato su carta azzurra con inchiostro verde. A un iniziale successo seguì un vertiginoso tracollo dovuto, molto probabilmente, all’eccessivo spazio concesso ai fatti mondani in qualche modo legati allo sport, cosa oggi, invece, molto comune. Con la prima guerra mondiale lo sport da svago diventò agonismo e iniziò a costruirsi come fenomeno di massa. Nel Novecento delle imprese sportive si racconta l’eroismo, si raggiungono picchi di coinvolgimento di massa impensabili e cambia la concezione totale della competizione. Sono questi gli anni in cui videro la luce Il Corriere dello Sport e Tuttosport. Con la caduta del fascismo poi, la stampa si liberò delle briglie di regime, si scoprì più irriverente, ritrovò il gusto dell’inchiesta e della denuncia e si aprì al mondo sempre più competitivo dell’informazione. I primi quotidiani a fruizione davvero popolare sono stati i quotidiani sportivi. A interessare erano le cronache, ma anche i commenti e i focus sui personaggi che non avevano ancora acquisito lo status di celebrità. E il lettore, questa strana creatura, nel tempo è divenuto anche lettrice. 

 

Allo stesso modo il racconto, che prima riguardava solo gli atleti, ha iniziato, a piccoli passi, a interessarsi anche alle atlete, ma che fatica! Le disparità tra lo sport praticato da uomini e quello praticato da donne sono profonde e di varia natura. I giornali – non solo le prime pagine – sono una cartina al tornasole della situazione. Secondo una ricerca UNESCO, nei periodi in cui non ci sono eventi di rilevanza globale come i Giochi Olimpici, lo sport femminile riceve una copertura mediatica del 4%. Un gap di genere che si allarga a chi racconta. Il giornalismo infatti è sempre stato un mondo maschile e maschilista, quello sportivo in maniera particolare. Nella settimana dal 14 al 19 luglio 2025 in prima pagina ci sono state 966 firme di uomini e 297 di donne; editoriali, commenti e analisi scritti da uomini 155, da donne 36; interviste a uomini 251, a donne 62, lo riporta GiULiA Giornaliste, associazione che lavora per la corretta rappresentazione di genere nei media, nella Rassegna Sui Generis. 

Prima pagina Mundo Deportivo 27 ottobre 2026 - giorno seguente alla premiazione del Pallone d'Oro 2026
Gazzetta dello Sport - 27 ottobre 2026 Giorno dopo la premiazione del Pallone d'Oro
Prima pagina Gazzetta dello Sport 27 ottobre 2026 - giorno seguente alla premiazione del Pallone d'Oro 2026

In questi giorni si sta giocando l’Europeo femminile di calcio e la nazionale italiana, a sorpresa, sta facendo un ottimo percorso. La nazionale di basket, invece, ha appena vinto il bronzo continentale. In un paese calciocentrico come l’Italia, in prima pagina finisce il calcio maschile, anche sotto il solleone, con i campionati fermi, senza Mondiali né Europei. Diverso il destino del calcio femminile che deve fare i conti con l’ostilità di chi associa il calcio al maschile, senza compromessi di sorta e in maniera esclusiva. Basti pensare che, il giorno dopo l’annuncio dei candidati e delle candidate per il Pallone d’Oro, le prime pagine del Corriere dello Sport e della Gazzetta dello Sport parlavano di Donnarumma come unico italiano in lizza, senza menzionare Cristiana Girelli e Sofia Cantore. E a chi ha replicato dicendo che si stava parlando solo di calcio maschile va un grazie: è esattamente questo il punto. Su Marca, in Spagna, le foto e i nomi di Alexia, Aitana, Mariona, Pina, Patri ed Esther erano insieme a quelle di Lamine Yamale, Pedri, Fabian Ruiz e Luis Enriquez, presentate così: ‘‘Diez españoles protagonistas’’. 

Prima pagina Marca 8 agosto 2025 - dopo che sono state annunciate le nominees per il Pallone d'Oro 2025
Prima pagina Corriere dello Sport 8 agosto 2025 - dopo che sono state annunciate le nominees per il Pallone d'Oro 2025

Le cose non cambiano per Rugby o Pallacanestro, considerati anch’essi sport maschili, seppur con meno riflettori puntati. Non è che la pallavolo se la passi meglio, solo sperimenta i retaggi patriarcali dall’altra riva. La pallavolo è, infatti, lo sport per le ragazze per antonomasia nell’immaginario collettivo intrappolato nelle palestre dei licei, magari ancora divise per uomini e donne. Un po’ come la danza o il pattinaggio dove è spesso l’uomo che li pratica l’altro, il diverso, proprio come le donne nel calcio o nel rugby appunto. Ma di questi sport, sulle prime pagine dei giornali italiani, e talvolta anche dentro, non c’è poi granché.

 

Le prime pagine sportive in Italia sono piene di calcio a differenza di quanto accade all’estero con cui il confronto è talvolta impietoso. Fa eccezione, forse, Jannik Sinner o anche, doppia eccezione in questo caso, Federica Pellegrini che su qualche prima pagina ci è finita. Ma è troppo poco. Con le eccezioni non si costruisce una narrazione equa, completa e proporzionata. A mettere i punti esclamativi ci pensa lo sport stesso. La scorsa estate la pallavolo ha vinto dominando tutto il mondiale. Kelly Doualla, a 15 anni, è diventata la più giovane, non solo azzurra, a vincere i 100 metri agli europei. La nazionale di basket ha vinto il bronzo Olimpico. È pieno di notizie sportive da prima pagina con protagoniste donne, il problema sono le scelte. 

Immagine scattata da Francesca Scandella @Scandysss

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